Nelle grandi aziende, secondo le statistiche, il rapporto tra CFO e CIO è diventato negli ultimi tre anni sempre più stretto e interdipendente. Il benessere economico dell’azienda sembra infatti dipendere ormai quasi totalmente dalla qualità delle relazioni che intercorrono tra questi due ruoli del settore.

Secondo una ricerca recentemente diffusa da Ernst & Young (QUI), nell’economia digitale odierna, il CFO (Chief Financial Officer, ovvero il Direttore Finanziario) e il CIO (Chief Information Officer – il manager responsabile della funzione aziendale tecnologie dell’informazione e della comunicazione), sono sempre più connessi e dipendenti l’uno dall’altro nell’interesse economico dell’azienda per la quale lavorano.

Il valore che l’IT ha oggi nelle aziende è ormai risaputo, così come la sua importanza strategica, e questo rapporto sempre più stretto ne è la conferma. I dati parlano di un 61% dei CFO che, negli ultimi tre anni, ha intensificato la collaborazione con il CIO e di un 71% che si sente maggiormente coinvolto nell’IT.

Le innovazioni tecnologiche (dal cloud alla mobilità) offrono il potenziale necessario per trasformare e migliorare le operazioni aziendali, il business e persino la customer experience.

Attraverso una serie di iniziative digitali (dallo sfruttamento delle potenzialità dei big data e analytics alla trasformazione del processo decisionale), si possono infatti progressivamente migliorare le prestazioni e creare nuovi vantaggi competitivi al fine di soddisfare il cliente sempre più “connesso”.

In tal senso, gli elementi dai quali non si può prescindere se si vuole rimanere competitivi sul mercato odierno sono: l’investimento tecnologico, la strategia aziendale e la gestione dei rischi quali la cybersicurezza e la privacy dei dati.

Questi tre fattori hanno portato alla luce l’importanza del rapporto tra CFO e CIO. Qualsiasi disaccordo tra i due avrebbe pertanto forti ripercussioni sull’intera organizzazione e metterebbe a repentaglio il suo avanzamento, soprattutto perché il contributo principale che il CFO fornisce al settore dell’IT è legato alla gestione del budget e dei costi.

La ricerca mette in luce come l’IT, in alcune industrie, possa incidere sul fatturato fino al 6%. Il compito del CFO, e la sua collaborazione con il CIO, si configurano in tal senso importantissimi.

Tuttavia, l’IT non deve assolutamente essere visto come un costo in sé o una spesa che grava sul fatturato, bensì come un mezzo per abbattere i costi ed essere più efficienti in termini di creazione di valore per il business.

Infine la ricerca sottolinea anche l’esistenza di due ostacoli alla perfetta collaborazione tra i due settori: la continua lotta dei CFO per bilanciare le loro responsabilità tra il contenimento dei costi e le ambizioni più strategiche (come l’impostazione di un programma di innovazione) e la mancanza di comprensione nelle tematiche IT (lamentata dal 44% dei CFO).

Quali sono quindi i fattori per un successo garantito a beneficio di tutta l’azienda? Ernst&Young ne elenca 5:

  • condivisione delle responsabilità nel percorso verso l’innovazione tramite l’IT;
  • switch del modello operativo, da Capex (Capital Expenditure – spesa di capitale) a Opex (Operating Expense – spesa operativa);
  • gestione dei nuovi rischi generati dall’adozione delle tecnologie digitali (come cybersecurity e privacy dei dati);
  • collaborazione da pari a pari;
  • formazione dei CFO per tematiche IT.

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Leggete l’intera ricerca all’indirizzo http://www.ey.com/GL/en/Issues/Managing-finance/EY-CFO-program-partnering-for-performance-the-CFO-and-CIO-a-growing-collaboration#key-activities e domande come “L’IT può davvero aggiungere valore alla mia azienda?” saranno solo un lontano ricordo.

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